ABITI DA LAVORO - RIFERIMENTI, NORMATIVE E TIPOLOGIE

ABITI DA LAVORO - RIFERIMENTI, NORMATIVE E TIPOLOGIE

COME È NATO L'ABITO DA LAVORO

L'abbigliamento da lavoro nasce per gli operai delle grandi aziende; è in cotone o in misto cotone con trama robusta, resistente ai forti lavaggi.

Con il passare del tempo, non ci si accontenta più di questa "divisa" standard e con l'evoluzione industriale le esigenze crescono stimolando i produttori di abbigliamento da lavoro a diversificare secondo le sempre nuove esigenze.

COME LE NORMATIVE DI SICUREZZA CAMBIANO IL SETTORE DELL'ABBIGLIAMENTO DA LAVORO

Inizia un percorso di studio e sviluppo che mira a ridurre gli infortuni sul lavoro, oltre che a preservare la salute dei lavoratori nello svolgere delle loro mansioni. Le aziende spesso riusciranno a muoversi con difficoltà in questo ambito perché pressate tra la tutela dell'ambiente unitamente a quella del loro personale e le richieste della clientela di ottenere prodotti e/o servizi efficienti a costi contenuti.
Ad aiuto di queste imprese si muovono le associazioni di categoria e, nel contempo, sorgono diverse aziende di consulenza per la sicurezza fornendo l'assistenza necessaria e suggerendo le soluzioni più efficaci.
Questi consulenti, si concentrano molto sui cambiamenti da apportare alle linee di produzione e agli ambienti di lavoro ma relativamente all'abbigliamento da lavoro come si comportano? Sono molto attenti a tradurre nel concreto le indicazioni rese dai testi di legge ma quando l'azienda, a sua volta, deve trovare l'abbigliamento da lavoro secondo i requisiti previsti deve trovare un altro consulente: il proprio fornitore di abiti da lavoro
Questi, se conosce veramente il prodotto che espone, saprà proporvi l'abbigliamento da lavoro che per le sue caratteristiche ottempera alle esigenze di conformità secondo normativa antinfortunistica e alle esigenze del dipendente che lo porterà volentieri.

Per introdurre maggiormente chi legge in questo "pianeta" elenchiamo qui di seguito alcuni tessuti e/o capi specifici nati proprio sullo stimolo di queste nuove normative:

INDUMENTI ALTA VISIBILITÀ

abbigliamento da lavoro confezionato con tessuto alta visibilità completo di bande rinfrangenti, il tutto secondo normativa EN 471, EN 340. Ad alta visibilità sono considerati quegli abiti il cui tessuto mantiene una certa fluorescenza per almeno 50 lavaggi effettuatisecondo etichetta di lavaggio. Il settore d'impiego normalmente è quello di chi si occupa del soccorso sanitario, o opera sulle strade, negli aeroporti e in tutti i campi in cui il lavoratore si muove in spazi dove ci sono mezzi in movimento.

INDUMENTI ANTIMPIGLIAMENTO

abbigliamento da lavoro secondo normativa EN 340 - EN 510, ovvero confezionato secondo precise indicazioni affinchè risulti sicuro in presenza di pericolo di impigliamento. Questo tipo di abbigliamento, quindi, presenta particolari accorgimenti, quali la presenza di tasche interne, fondomanica con elastici o polsini ecc. Vengono utilizzati da parte di lavoratori che operano in prossimità di macchinari a lavorazione automatica.

INDUMENTI IGNIFUGHI

abbigliamento da lavoro secondo normativa EN 470-1, EN 531, EN 340, confezionato con tessuti 100% cotone e trattati in modo da ritardare la presa della fiamma sul tessuto consentendo così al lavoratore di avere il tempo di spogliarsi da esso evitando l'infortunio. Anche la confezione di questi capi si adatta alla normativa con pattelle copricerniera, polsini elastici ecc. Il settore d'impiego è per gli operatori a contatto con fonti di calore libere come saldatrici e negli ambienti come fonderie ecc.

TESSUTO IGNIFUGO/ANTIACIDO/ANTISTATICO

secondo normativa EN 470-1, EN 531, prEN 13034, EN 1149-1. Si tratta di un tessuto molto particolare perché raggruppa 3 esigenze in un unico prodotto. Il settore d'impiego è per gli operatori che lavorano a contatto sia con acidi, che con fiamme libere e necessitano di un tessuto che non produca scintille elettrostatiche.

TESSUTO ANTIACIDO

secondo normativa EN 470-1, EN 531. Questo tessuto non viene attaccato dagli acidi che, di norma, aggrediscono i tessuti non trattati perforandoli. Il settore d'impiego è per i lavoratori che operano a contatto con acidi come gli addetti alle lavorazioni galvaniche, chi maneggia batterie per auto, ecc.

TESSUTO ANTIACIDO/ANTISTATICO

secondo normativa prEN 13034, EN 1149-1; questo tessuto è per gli operatori che necessitano di tessuti che non producano scintille elettrostatiche e che possono venire a contatto con acidi come i trasportatori di gas liquidi o petroli.

Sull'argomento delle certificazioni notiamo molta confusione.
A volte tutte queste normative possono confondere e creare insicurezze. Vogliamo dare quindi, ulteriori informazioni in merito. Spesso infatti è sufficiente un DPI Iª CATEGORIA, adatto alla professione che deve svolgere chi lo indossa ma vediamo questo nello specifico…

Dispositivo di Protezione Individuale (DPI)

1. Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonchè ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Tratto dal testo del D.Lvo n.626 ART. 40 - Definizioni

Definizione categoria (art.4 D L.vo 475)

Iª CATEGORIA

Solo per rischi minori: DPI di progettazione semplice per rischi di lieve entità.

IIª CATEGORIA

DPI per rischi che non rientrano nelle altre 2 categorie.

IIIª CATEGORIA

DPI di progettazione complessa contro rischi di morte, lesioni gravi o a carattere permanente

Sistemi di certificazione (art.5,7,8,9,10 D. L.vo 475)

Certificazione di Iª CATEGORIA

semplice dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore sotto la propria responsabilità (autocertificazione) - sul dispositivo di protezione deve essere applicata etichetta con dicitura CE Iª CATEGORIA

Certificazione di IIª CATEGORIA

attestazione CE rilasciata da un organismo notificato (solo in fase di progettazione del DPI) - sul dispositivo di protezione deve essere applicata etichetta con dicitura CE IIª CATEGORIA

Certificazione di IIIª CATEGORIA:

Attestazione CE rilasciata da un organismo notificato con controllo annuale del prodotto nelle seguenti forme (a scelta del costruttore); CONTROLLO DEL PRODOTTO FINITO, CONTROLLO DEL SISTEMA DI QUALITÀ - sul dispositivo di protezione deve essere applicata etichetta con dicitura CE IIIª CATEGORIA

Se vuoi approfondire l'argomento:

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